Così hai iniziato ad adattarti.
Hai ridotto la tua sensibilità perché veniva considerata fragilità. Hai nascosto la tua forza per non disturbare. Hai rinunciato alla tua voce per evitare il conflitto. Hai lasciato indietro desideri, visioni e talenti perché sembravano troppo grandi, troppo diversi o poco comprensibili agli occhi degli altri.
L’adattamento non è sempre una debolezza. Molte volte è stato il modo intelligente con cui hai imparato a proteggerti. Il problema nasce quando continui a utilizzare quella stessa protezione anche quando non è più necessaria.
A quel punto non ti stai più difendendo: ti stai limitando.
Puoi avere costruito una vita apparentemente corretta e, nonostante questo, avvertire un vuoto difficile da spiegare. Puoi avere relazioni, responsabilità e risultati, ma sentire che una parte essenziale di te non partecipa più alla tua esistenza.
Quella sensazione non significa necessariamente che tu debba distruggere ciò che hai costruito. Potrebbe significare che è arrivato il momento di riportare te stesso dentro la tua vita.
Prova allora a chiederti:
Quale parte autentica di me ho sacrificato per essere accettato? Quando ho iniziato a credere che essere me stesso non fosse sicuro? Che cosa farei oggi se non dovessi più dimostrare nulla a nessuno?
Il Codice Originario Munay comincia anche da qui: dal riconoscimento della distanza che si è creata tra ciò che sei e ciò che hai imparato a essere.
Non serve giudicare la persona che sei diventato. Quella versione di te ti ha permesso di arrivare fin qui. Ma potrebbe non essere più capace di accompagnarti dove la tua vita ora ti sta chiamando.
Il passaggio non consiste nel cancellare la tua storia.
Consiste nel recuperare la parte di te che, per attraversarla, hai dovuto abbandonare.
Forse non devi diventare una persona nuova.
Forse devi soltanto smettere di chiedere il permesso per tornare a essere quella vera.
